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Germania: clima economico settore costruzioni residenziali migliora lievemente a luglio (Ifo)
17/08/2026 11:40
Germania: clima economico settore costruzioni residenziali migliora lievemente a luglio (Ifo)
MILANO (MF-NW)--In Germania, il sentiment nel settore delle costruzioni residenziali ha registrato un leggero miglioramento a luglio, con l'indice del clima economico che è salito da -30,6 a -29,3 punti. Le imprese hanno espresso una valutazione più positiva della situazione attuale, mentre le aspettative sono diventate leggermente più pessimistiche e restano negative. "L'aumento dei permessi di costruzione si sta lentamente facendo strada nel settore", afferma Klaus Wohlrabe, responsabile delle indagini presso l'Ifo. Tuttavia, "ci vorrà ancora molto tempo prima che questo si traduca in una ripresa diffusa", dichiara l'esperto. Segnali di miglioramento arrivano anche dal fronte degli ordini. La quota di imprese che segnalano un numero insufficiente di ordini è scesa dal 43,7% al 41,2%. Allo stesso tempo, però, le cancellazioni sono aumentate sensibilmente: il 13,1% delle imprese ha segnalato progetti cancellati, rispetto all'11,4% del mese precedente. Inoltre, la situazione relativa alla fornitura di materiali è migliorata leggermente: la quota di imprese che riscontrano carenze di importanti prodotti intermedi è scesa dal 9,7% all'8,5% "Gli ordini si stanno lentamente muovendo nella giusta direzione, ma allo stesso tempo stanno nuovamente aumentando le cancellazioni di progetti", afferma Wohlrabe. "Questo dimostra quanto la ripresa del settore delle costruzioni residenziali rimanga ancora fragile", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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FOCUS: anno volatile per terre rare, ma opportunità strutturale resta intatta (WisdomTree)
17/08/2026 11:39
FOCUS: anno volatile per terre rare, ma opportunità strutturale resta intatta (WisdomTree)
MILANO (MF-NW)--La domanda di terre rare è destinata a crescere nei prossimi decenni, sostenuta dal ruolo strategico di questi materiali nella transizione energetica, nella sicurezza nazionale e nell'innovazione tecnologica, commenta Aneeka Gupta, Director, Macroeconomic Research di WisdomTree. In questo contesto, né la correzione registrata a luglio né l'aumento delle posizioni corte degli hedge fund su diversi titoli statunitensi del settore dei minerali critici modificano la tesi strutturale. USA E UE CERCANO DI RICOSTRIRE CATENE APPROVVIGIONAMENTO Il mercato non si interroga più sull'importanza delle terre rare, ma su chi ne controlli la filiera. Per ora, la risposta è la Cina. "Trent'anni di pazienti politiche industriali hanno permesso di costruire la posizione più significativa dell'era moderna nel settore dei materiali critici, concentrata nelle fasi di lavorazione e raffinazione più difficili da replicare", osserva Gupta. Ciò che è cambiato è la risposta occidentale: gli Stati Uniti, l'Unione Europea e i loro alleati sono passati dai documenti strategici alla legislazione e al bilancio, impiegando capitali per ricostruire catene di approvvigionamento che non possono più dare per scontate. "Questo scontro, tra un operatore storico ben radicato e una sfida miliardaria basata sulle regole di mercato, è ciò che rende questa una delle dinamiche strutturali più significative nei mercati odierni", spiega l'esperta. LA CORREZIONE DI LUGLIO È CICLICA ... Il settore ha registrato una forte correzione nel mese di luglio. MP Materials negli Stati Uniti ha registrato un calo del 26%, l'australiana Lynas è scesa del 21%, mentre i produttori cinesi come Shenghe Resources Holdings e Grinm Advanced Material Co hanno perso rispettivamente il 29% e il 47%. "Ciò ha trascinato la Cina, in fondo alla classifica per Paese, con un calo del 13,7% e come principale fattore negativo, seguita da vicino dagli Stati Uniti per le stesse società minerarie di terre rare", riporta l'esperta. "Le contropartite sono arrivate dai produttori indonesiani di nichel e stagno e da una ripresa delle società minerarie sudafricane. In termini di dimensioni, le società a media capitalizzazione hanno subito il colpo più duro", prosegue Gupta. "Le terre rare sono al centro delle ragioni strutturali e alla base del calo registrato a luglio", dichiara l'esperta. Il settore aveva registrato un forte rialzo sulla scia dei controlli alle esportazioni introdotti dalla Cina nel 2025 sulle terre rare pesanti, che hanno trasformato le licenze di esportazione in uno strumento di leva e hanno dato slancio ai produttori non cinesi affidabili inseriti nelle catene di approvvigionamento alleate. "Questo contesto politico si è ulteriormente inasprito a luglio, quando la Cina ha ampliato nuovamente la propria lista di controllo, aggiungendo 14 entità europee. Ciononostante, i titoli azionari hanno subito un forte calo. Gli stessi titoli del settore minerario che avevano guidato la corsa al rialzo hanno perso da un quinto a quasi la metà del loro valore, con l'esaurirsi dello slancio e l'inizio delle prese di profitto", puntualizza l'analista. ... MENTRE LA TESI CONSERVA NATURA STRUTTURALE Tuttavia, questo non modifica i fattori strutturali: "la legge dell'UE sulle materie prime critiche e le iniziative parallele degli Stati Uniti continuano a indirizzare il capitale pubblico verso la separazione e la produzione di magneti al di fuori della Cina, mentre la morsa cinese sulla lavorazione rimane immutata", osserva Gupta. "Quegli stessi trent'anni di paziente politica industriale che hanno consolidato il dominio della Cina sulle materie prime critiche sono ora proprio ciò che spinge i governi occidentali a investire, legiferare e, sempre più spesso, a co-investire per liberarsi da tale dipendenza", continua l'esperta. Secondo WisdomTree, le correzioni nell'ambito di un tema così dipendente dalle decisioni politiche tendono a smorzare il momentum piuttosto che la tesi di fondo. TESI SHORT SELLER RIGUARDO A SINGOLI TITOLI APPARE FONDATA Nel 2026, "gli hedge fund hanno aumentato le posizioni corte su diversi titoli del settore dei minerali critici quotati negli Stati Uniti, quali MP Materials, US Antimony e American Resources, nella convinzione che il sostegno di Washington, per quanto consistente, impiegherà anni per allentare la morsa della Cina e potrebbe non essere sufficiente da solo", riporta Gupta. Secondo l'esperta, lo scetticismo si basa su due punti. In primo luogo, "molti di questi titoli hanno hanno triplicato il proprio valore nel 2025 grazie alle partecipazioni azionarie del governo, ai prestiti e ai contratti di acquisto garantito. Hanno attirato un'ondata di capitali da parte degli investitori al dettaglio, determinando valutazioni che, secondo i critici, sono state influenzate più dai titoli dei giornali sulle politiche governative che dai fondamentali", spiega l'analista. Inoltre, in termini strutturali, un rapporto del Centro per la Strategia sui Minerali Critici del Safe sostiene che il vincolo determinante per l'Occidente sia il denaro piuttosto che la geologia. "Una carenza di finanziamenti pubblici, a fronte di miniere e impianti di lavorazione ad alta intensità di capitale e la cui realizzazione può richiedere un decennio o più, mentre la Cina mantiene la capacità di ridefinire i prezzi immettendo offerta sul mercato non appena i rivali raggiungono una certa scala", osserva Gupta. La recente aggiunta di MP Materials e USA Rare Earth all'elenco cinese dei controlli sulle esportazioni ricorda che Pechino detiene ancora il controllo sia sull'offerta che sul sentiment. FOCUS SU ESPOSIZIONE LUNGO TUTTA LA CATENA DEL VALORE Secondo WisdomTree, nessuno di questi fattori indebolisce l'analisi strutturale, ma anzi la rafforza. "L'argomentazione ribassista verte prevalentemente sulla concentrazione in una manciata di investimenti statunitensi di natura speculativa, spesso privi di ricavi o legati a un'unica materia prima, e non sulla domanda di metalli strategici o sull'orientamento delle politiche", puntualizza l'esperta. Si tratta, "in effetti, di un'argomentazione a favore di un'esposizione distribuita lungo la catena del valore e ponderata in base alla sostanza economica piuttosto che ai titoli dei giornali", conclude Gupta. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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COMMENTO ENERGY: petrolio in rialzo, Hormuz bloccato con scadenza cessate il fuoco
17/08/2026 11:31
COMMENTO ENERGY: petrolio in rialzo, Hormuz bloccato con scadenza cessate il fuoco
MILANO (MF-NW)--I prezzi del petrolio trattano in rialzo, con il Brent che sale dello 0,63% a 89,08 dollari al barile e il Wti dello 0,34% a 81,75 usd. Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz ha subito un forte rallentamento fino quasi a fermarsi nel fine settimana, in vista della scadenza odierna del cessate il fuoco di 60 giorni tra Stati Uniti e Iran. Sabato solo cinque navi mercantili hanno attraversato il cruciale passaggio per il trasporto del petrolio, secondo i dati di Kpler, mentre domenica non è stata registrata alcuna nave in transito. Nel fine settimana precedente erano state 31 le navi transitate. Il traffico marittimo aveva già raggiunto il minimo degli ultimi tre mesi la scorsa settimana: martedì, la media dei transiti calcolata su cinque giorni era di 13 navi, il livello più basso dal 12 maggio, secondo un'analisi dei dati Kpler. Nel complesso, il traffico marittimo è diminuito del 90% rispetto al periodo precedente all'inizio della guerra, il 28 febbraio, mentre lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale passa circa un quinto del petrolio mondiale, registrava in media circa 130 transiti di navi al giorno. L'esperto del settore marittimo di Hsbc, Parash Jain, ha dichiarato alla trasmissione Squawk Box Europe della Cnbc che gli investitori dovrebbero capire che "il caos è la norma" per questo settore e dovrebbero quindi tenerne conto nelle loro ipotesi di base. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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COMMENTO BOND: rendimento decennale giapponese su massimi da 30 anni
17/08/2026 11:26
COMMENTO BOND: rendimento decennale giapponese su massimi da 30 anni
MILANO (MF-NW)--Le crescenti aspettative per un imminente rialzo dei tassi hanno spinto il rendimento del titolo di Stato giapponese decennale verso i massimi degli ultimi tre decenni, prolungando il rialzo alimentato dai timori sulla salute dei conti pubblici del Paese. Nel dettaglio il costo di finanziamento del decennale nipponico ha raggiunto il 2,93%, il livello più alto dal settembre del 1996. Anche il rendimento biennale, sensibile alle decisioni di politica monetaria, è salito di 4 punti base all'1,69%, mentre quello quinquennale ha raggiunto un massimo al 2,17%. I mercati stanno rapidamente incorporando nei prezzi l'ipotesi di una stretta monetaria da parte della Bank of Japan nella prossima riunione di settembre, mentre uno yen debole rischia di alimentare l'inflazione. Le speculazioni su un possibile rialzo dei tassi sono aumentate dopo che Tokyo e Washington sono intervenute congiuntamente sul mercato dei cambi per sostenere lo yen. Dopo questo raro intervento coordinato, il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha lasciato intendere di aspettarsi che il governatore della Bank of Japan Kazuo Ueda adotti misure appropriate. "Credo che una parte dell'aumento dell'inflazione in Giappone sia stata dovuta allo yen debole e anche ai prezzi dell'energia", ha affermato Bessent in un'intervista all'emittente nazionale Nhk all'inizio del mese. "Sono certo che il governatore Ueda farà ciò che è meglio per l'economia giapponese". Nonostante l'intervento, gli analisti ritengono che ci siano pochi margini perché lo yen possa realmente recuperare terreno, a meno che il differenziale dei tassi di interesse tra Giappone e Stati Uniti non migliori a favore della valuta giapponese. Anche la politica fiscale espansiva della prima ministra Sanae Takaichi ha esercitato ulteriori pressioni sullo yen. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Giappone: +1,1% a/a Pil secondo trim, sotto attese
17/08/2026 11:20
Giappone: +1,1% a/a Pil secondo trim, sotto attese
MILANO (MF-NW)--L'economia giapponese è cresciuta dell'1,1% su base annua nel secondo trimestre, dopo il +1,9% registrato nei tre mesi precedenti. Il dato ha deluso le attese degli economisti, che prevedevano un'espansione del 2%, a causa della debolezza della domanda interna, che ha compensato la solidità delle esportazioni. Le esportazioni sono state il principale motore della crescita. Il risultato, tuttavia, è stato favorito dalla debolezza dello yen, non da un aumento dei volumi. Su base trimestrale, il Pil è aumentato dello 0,3%, al di sotto del +0,5% atteso. Le esportazioni hanno contribuito per 0,5 punti percentuali alla crescita, mentre la domanda interna ha sottratto 0,2 punti. "Il calo della domanda interna è stato dovuto principalmente alla riduzione delle scorte pubbliche, riconducibile al rilascio da parte del governo delle riserve nazionali di petrolio per far fronte alle conseguenze del conflitto in Medio Oriente", ha commentato Norihiro Yamaguchi, capo economista per il Giappone di Oxford Economics. Anche i consumi hanno sorpreso al ribasso. Yamaguchi ha osservato che "gli acquisti di beni non durevoli e i consumi di servizi sono diminuiti a causa del peggioramento del sentiment. Anche gli investimenti delle imprese hanno registrato una contrazione su base trimestrale". La Bank of Japan ha recentemente rivisto al rialzo allo 0,6% dallo 0,5% la stima di crescita del Pil per l'anno fiscale 2026, che termina a marzo 2027. "L'economia giapponese dovrebbe continuare a crescere moderatamente, sebbene a un ritmo più lento", ha dichiarato l'Istituto, indicando tra i principali fattori di rischio "gli elevati prezzi del greggio legati al conflitto in Medio Oriente". Tale effetto dovrebbe tuttavia essere parzialmente compensato dalle misure del governo volte a contenere l'aumento dei prezzi del petrolio per le famiglie, oltre che dalla crescita della domanda globale legata all'intelligenza artificiale Secondo Yamaguchi, tuttavia, "l'impulso ai consumi derivante dalle misure di politica economica si sta già esaurendo e l'inflazione aumenterà nella seconda metà dell'anno, poiché le imprese trasferiranno sui consumatori l'aumento dei costi, riducendo il loro potere d'acquisto". cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)