WALL STREET: commento di metà seduta
26/05/2026 18:44
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari statunitensi trattano contrastanti a metà seduta. Nel dettaglio, il Dow Jones lascia sul terreno lo 0,17%, mentre l'S&P 500 guadagna lo 0,57% e il Nasdaq Composite l'1,01%, sostenuto dal proseguimento del rally di Micron Technology e dell'intero comparto tecnologico. Le azioni di Micron Technology balzano del 17,98%, trainate dall'ottimismo degli analisti di Wall Street. In particolare, Ubs stima un potenziale rialzo superiore al 100% per il titolo, evidenziando i vantaggi derivanti dagli accordi di lungo termine siglati dalla società. Anche altri titoli del settore dei chip di memoria seguono il movimento positivo: Seagate Technology guadagna il 4,2%, mentre Western Digital avanza del 9,1%. Sul fronte politico, l'Iran ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il cessate il fuoco con attacchi contro siti missilistici e navi commerciali nel sud del Paese, minacciando una risposta "decisa". Teheran ha definito le azioni dell'esercito statunitense "illegali e provocatorie", sottolineando che sarebbero avvenute mentre è in corso una mediazione diplomatica del Pakistan. Secondo il ministero degli Esteri iraniano, questi episodi dimostrerebbero la "malafede" di Washington e rafforzerebbero la "profonda sfiducia dell'Iran verso gli Stati Uniti". Lato banche centrali, Kevin Warsh ha prestato giuramento come nuovo presidente della Fed, che resta però divisa. Lo evidenziano i verbali della riunione di aprile, dai quali emerge la presenza di diversi membri contrari a un orientamento più accomodante nei prossimi mesi, commenta il Team Advisory & Gestione di Intermonte. "In caso di inflazione persistentemente elevata non si escludono ulteriori rialzi dei tassi, timore confermato anche dall'Università del Michigan", proseguono gli esperti. "Le aspettative di inflazione a cinque anni registrate a maggio sono salite dal 3,5% al 3,9%, mentre il Consumer Sentiment è sceso da 48,1 a 44,1", riportano gli analisti. Lato macro, l'indice mensile sull'attività economica nazionale della Federal Reserve Bank di Chicago è risalito ad 0,14 punti ad aprile, dai -0,15 a marzo, superando le attese degli economisti a quota -0,03. La media mobile a tre mesi è salita a 0,03 punti da 0,02. Degli 85 indicatori individuali che compongono l'indice, 47 hanno fornito un contributo positivo ad aprile, mentre 38 hanno dato un contributo negativo. Nel corso del mese, 44 indicatori sono migliorati, 40 sono peggiorati e uno è rimasto invariato. L'S&P Cotality Case-Shiller National Home Price Index, che misura i prezzi delle abitazioni a livello nazionale, è salito dello 0,7% su base annua a marzo, rispetto a un aumento dello 0,8% registrato a febbraio. Per il decimo mese consecutivo, l'inflazione ha superato la crescita dei prezzi immobiliari a livello nazionale, riducendo il potere di acquisto delle famiglie. Inoltre, l'indice Case-Shiller National Home Price salito dello 0,7% a marzo prima dell'aggiustamento stagionale, dopo un incremento dello 0,3% registrato nel mese precedente. Su base annua, i prezzi delle case a livello nazionale sono aumentati dello 0,7%, in rallentamento rispetto allo 0,8% di febbraio. L'indice delle 10 principali città è salito dell'1,2% nel mese, mentre quello delle 20 principali città ha segnato un aumento dell'1%. Dopo l'aggiustamento stagionale, i prezzi delle abitazioni a livello nazionale sono scesi dello 0,2% su base mensile a febbraio, con l'indice delle 10 città stabile e quello delle 20 città in calo dello 0,2%. "Più della metà dei 20 principali mercati immobiliari statunitensi ha registrato a marzo un calo dei prezzi su base annua, riflettendo un rallentamento del mercato immobiliare sempre più diffuso e profondo", ha dichiarato Nicholas Godec, responsabile di Fixed Income Tradables & Commodities presso S&P Dow Jones Indices. Sul fronte societario: - Eli Lilly sale dell'1,5% a metà seduta. La società punta a rafforzarsi nel campo delle malattie infettive attraverso l'acquisizione di tre società, Curevo, LimmaTech Biologics e Vaccine Company, per un corrispettivo totale di circa 3,8 miliardi di dollari. - Il titolo di Lear Corp sale del 2,38% dopo che TD Cowen ha promosso il titolo da hold a buy, affermando che il fornitore di componenti auto è "ben posizionato" nella produzione automobilistica nordamericana, che la banca d'investimento si aspetta sarà più forte del previsto. - Le azioni di BP scivolano del 4,6% dopo che il consiglio di amministrazione ha annunciato a sorpresa la rimozione immediata del presidente Albert Manifold. La decisione è arrivata in seguito a "serie preoccupazioni" riguardanti gli standard di governance, la supervisione e la condotta, ha dichiarato la società in una nota. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
FOCUS: oltre il 'sell in May', le 5 lezioni di mercato da non trascurare (Aberdeen Investments)
26/05/2026 18:13
FOCUS: oltre il 'sell in May', le 5 lezioni di mercato da non trascurare (Aberdeen Investments)
MILANO (MF-NW)--Con l'arrivo dell'estate, torna il detto di Borsa "Sell in May and go away", secondo cui gli investitori dovrebbero uscire dai mercati a maggio per rientrare in autunno. Tuttavia, gli esperti di Aberdeen Investment avvertono che basare le decisioni solo sulla stagionalità può far perdere di vista i fattori realmente determinanti per i rendimenti di lungo periodo. 1. IL REDDITO CONTA PIÙ DI QUANTO MOLTI CREDANO "Quando i mercati crescono lentamente o registrano un andamento laterale, il reddito ha rappresentato spesso un fattore determinante per i rendimenti a lungo termine", dichiarano gli analsiti. I dividendi delle azioni e gli interessi delle obbligazioni hanno storicamente contribuito alla crescita dei portafogli, anche quando i prezzi non hanno registrato variazioni significative. Nel lungo periodo, i dividendi hanno rappresentato circa un terzo del rendimento totale dell'indice S&P 500. "il total return non dipende solo dall'aumento dei prezzi, ma comprende anche i profitti generati dagli investimenti nel corso del tempo. Detenere un portafoglio di investimenti che generano reddito può rendere i ritorni più affidabili nel tempo e contribuire a smorzare le oscillazioni in periodi di volatilità dei mercati", spiegano gli esperti. 2. I MERCATI TENDONO A RIPRENDERSI PIÙ RAPIDAMENTE DEGLI INVESTITORI Dopo forti cali di mercato, come quelli registrati nel 2008 e nel 2020, molti investitori hanno venduto nel momento di maggiore tensione e hanno aspettato che la situazione tornasse ad essere "sicura" prima di reinvestire. "Purtroppo, i mercati non aspettano che torni la fiducia. Alcuni dei rialzi più consistenti si sono verificati storicamente poco dopo le fasi di ribasso, il che significa che restare fuori dal mercato può costare caro. Ad esempio, in seguito all'annuncio sui dazi del 2 aprile 2025, noto come Liberation Day, i titoli azionari globali hanno subito un forte calo, toccando il minimo l'8 aprile, per poi rimbalzare rapidamente e recuperare i precedenti massimi entro il 2 maggio 2025", riportano gli analisti. In genere, rimanere investiti nel tempo è più importante che aspettare certezze. 3. QUANDO GLI INVESTIMENTI SI CONCENTRANO SUGLI STESSI ASSET, IL RISCHIO SI ACCUMULA IN SILENZIO I mercati attraversano fasi in cui l'attenzione si concentra su un paese, un settore o uno stile di investimento. "Alla fine degli anni '80, il Giappone rappresentava quasi la metà del mercato azionario globale. Alla fine degli anni '90, i titoli tecnologici facevano da traino", ricordano gli esperti. Attualmente, le 'Magnificent Seven' rappresentano da sole circa il 20% dell'indice azionario globale, ricordandoci che ciò che sembra sicuro e ovvio rischia il sovraffollamento. La diversificazione è fondamentale anche quando un segmento del mercato sembra inarrestabile. 4. L'INFLAZIONE CAMBIA LE REGOLE In periodi di forte inflazione, come negli anni '70, nel 2022 e più recentemente, i mercati non si comportano sempre come previsto. "Le azioni hanno faticato a tenere il passo e le obbligazioni non sono riuscite a fornire la protezione su cui molti investitori facevano affidamento. Quando l'inflazione subisce variazioni significative, le consuete relazioni tra asset class possono venir meno", commentano gli analisti. Ad esempio, nel 2022, sia le azioni che le obbligazioni hanno registrato un calo, con l'indice S&P 500 in ribasso di circa il 18% e l'indice Bloomberg US Aggregate Bond in calo di circa il 13% in termini locali. "Questo è il motivo per cui i portafogli più diversificati, che includano anche infrastrutture o altri asset reali, possono svolgere un ruolo utile. L'l'inflazione modifica il comportamento dei mercati e le vecchie convinzioni non sempre restano valide", proseguono gli esperti. 5. I BENI RIFUGIO NON SI COMPORTANO SEMPRE ALLO STESSO MODO Gli shock geopolitici, come le tensioni in Medio Oriente che hanno aumentato i prezzi del petrolio e fatto salire le aspettative di inflazione, hanno dimostrato che anche i tradizionali beni rifugio possono subire forti oscillazioni di prezzo. "Ad esempio, l'oro è stato a lungo considerato una riserva di valore e un modo per proteggere il capitale nei periodi di crisi. Questo può essere vero nel lungo termine, ma il percorso è raramente lineare", commentano gli analisti. "L'oro può scendere proprio quando gli investitori si aspettano maggiormente protezione: alla fine di marzo 2026 ha perso quasi l'11% in una sola settimana, registrando uno dei cali a breve termine più marcati degli ultimi decenni", osservano gli esperti. Asset "difensivo" non significa privo di rischio. È quindi necessaria una combinazione di strumenti difensivi, non una singola copertura, concludono da Aberdeen Investments cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)