-
Mercati: i dati macro italiani ed esteri di domani
03/04/2025 21:45
Mercati: i dati macro italiani ed esteri di domani
MILANO (MF-NW)--Questi i dati macro-economici attesi per domani sulla base delle indicazioni della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo:
VENERDI' 4 APRILE
@ Mercati cinesi chiusi per festività
*GIAPPONE
00h30 - consumi famiglie febbraio
(precedente: +0,8% a/a)
*GERMANIA
08h00 - ordini settore manifatturiero febbraio
(precedente: -7% m/m)
*FRANCIA
08h45 - produzione industriale febbraio
(precedente: -0,6% m/m)
*SPAGNA
09h00 - produzione industriale febbraio
(precedente: -1% a/a)
*ITALIA
10h00 - deficit/Pil 4* trimestre
(precedente: 2,3%)
- vendite al dettaglio febbraio
(precedente: +0,9% a/a)
*USA
14h30 - non farm payroll marzo
(precedente: +151.000 unità)
- tasso disoccupazione marzo
(precedente: 4,1%)
- retribuzione media oraria marzo
(precedente: +0,3% m/m)
*Primo vertice Ue-Asia centrale
*Alle 10h00 discorso di de Guindos (Bce)
*Alle 17h25 discorso di Powell (Fed)
*Alle 18h00 discorso di Barr (Fed)
*Alle 18h45 discorso di Waller (Fed)
*Fitch si pronuncia sul rating dell'Italia
alb
alberto.chimenti@mfnewswires.it
(fine)
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
ASTE BOND: emissioni previste per domani
03/04/2025 21:30
ASTE BOND: emissioni previste per domani
MILANO (MF-NW)--Queste le principali emissioni di titoli di Stato e bond governativi previste per domani negli Usa e in Europa:
VENERDI' 4 APRILE
--
alb
(fine)
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
Russel 2000: primo importante indice azionario Usa a entrare in mercato ribassista
03/04/2025 19:12
Russel 2000: primo importante indice azionario Usa a entrare in mercato ribassista
MILANO (MW-NW)--Il Russell 2000, indice di riferimento delle Pmi americane, è entrato in una fase ribassista, dopo aver perso oltre il 20% rispetto al massimo storico raggiunto a fine novembre 2024.
Attualmente, il benchamrk cede il 5,61%, facendo seguito a una fase di debolezza innescata da un mese di vendite, ulteriormente accentuate dall'introduzione di nuovi dazi da parte del presidente Donald Trump. Rispetto al record del 25 novembre scorso, l'indice è arretrato del 21,3%. A Wall Street, un pullback del 10% dai massimi è considerato una correzione, ma un calo del 20% segna un fase ribassista.
I titoli azionari a piccola capitalizzazione avevano registrato guadagni subito dopo la vittoria elettorale di Trump, spinto dalle speranze di una maggiore deregolamentazione. Tuttavia, "le Pmi stanno subendo un colpo perché l'economia si sta ammorbidendo e ciò danneggerà i profitti. D'altra parte, stanno ancora pagando alti livelli di interessi sul debito", ha riferito alla Cnbc Keith Lerner, co-chief investment officer di Truist.
lvi
(fine)
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
FOCUS: mercati scontano dazi e non rischio recessione (Barclays)
03/04/2025 18:50
FOCUS: mercati scontano dazi e non rischio recessione (Barclays)
(di Francesca Gerosa - milanofinanza.it)
MILANO (MW-NW)--Aumentano i rischi di recessione dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato dazi minimi del 10% su tutti gli esportatori verso gli Stati Uniti e, in particolare, dazi del 20% e del 10%, rispettivamente, sulla maggior parte delle esportazioni di beni da Ue e Regno Unito. Le tariffe su acciaio, alluminio e importazioni di automobili negli Stati Uniti rimangono al 25%, "il che potrebbe rappresentare un certo sollievo per le azioni del settore automobilistico europeo, mentre alcune categorie di prodotti sono esentate dai dazi", sottolinea Emmanuel Cau, economista di Barclays, osservando che "il dazio medio annunciato per i beni dell'Ue è il doppio rispetto al tasso del 10% ipotizzato dai nostri economisti nelle loro previsioni economiche, mentre è in linea con la loro ipotesi di lavoro per i beni del Regno Unito. Per la Cina, si stima che i dazi cumulativi saliranno al 54%".
RISCHI DI RECESSIONE IN AUMENTO
Questi nuovi dazi e l'incertezza persistente sulla politica commerciale indeboliscono le prospettive economiche globali a livello mondiale. Tuttavia, "le dichiarazioni delle autorità e il modo in cui sono stati definiti i dazi finali suggeriscono che potrebbero esserci margini per negoziazioni. Pertanto, è possibile che i dazi annunciati rappresentino un tetto massimo e possano essere ridotti, sebbene eventuali ritorsioni da parte dei partner commerciali degli Stati Uniti aumenterebbero i rischi al ribasso per la crescita", aggiunge Cau. È inoltre atteso un supporto politico da parte delle banche centrali e dei governi, che potrebbe mitigare in parte l'impatto negativo della guerra commerciale. Tuttavia, avverte, "i nostri economisti vedono rischi al ribasso per le previsioni di crescita".
UTILI E VALUTAZIONI VULNERABILI
Non solo. La previsione di crescita attuale di Barclays degli utili per azione (eps) in Europa per il 2025 è del 4%, inferiore a quella del consenso Ibes del 6%, e si basa su una previsione di crescita del Pil bassa ma positiva per quest'anno. "I rischi per queste previsioni sono orientati al ribasso, il che implica ulteriori rischi al ribasso sia per le nostre stime sugli utili che per quelle del consenso", spiega Cau. Sebbene gli esportatori di beni statunitensi rappresentino solo il 12% delle entrate totali dell'indice Stoxx Europe 600, l'impatto indiretto di una crescita economica più debole potrebbe portare gli utili europei a una crescita piatta o leggermente negativa nel 2025, con una ripresa prevista per il 2026. Come evidenziato in precedenza, dazi del 20% potrebbero comportare un calo a singola cifra medio-alta della crescita dell'eps. Nel frattempo, il rapporto prezzo/utili (p/e) europeo è tornato a un multiplo equo di 14 volte dall'inizio dell'anno, il che offre ulteriore margine di ribasso in caso di recessione soft.
RISCHIO DAZI GIÀ SCONTATO, RISCHIO RECESSIONE MENO
È anche vero che i mercati azionari avevano già prezzato in parte il rischio dazi, con gli indici principali al di sotto dei massimi e una significativa rotazione settoriale. La flessione dell'8% dell'indice S&P500 implica che circa il 25% del rischio recessione sia già scontato, ma l'indice Euro Stoxx 50, ancora in rialzo dell'8% dall'inizio dell'anno, "potrebbe avere maggior spazio di discesa se dovesse concretizzarsi una recessione", indica Cau. Questo è particolarmente vero, considerando che il posizionamento tattico degli hedge fund e dei trading algoritmici sull'Europa è più alto rispetto agli Stati Uniti, mentre il posizionamento degli investitori istituzionali a lungo termine e retail è più concentrato sugli Stati Uniti. Storicamente, durante le recessioni, le azioni sono scese in media del 35% dal picco al minimo, ma non siamo ancora a quel punto, e un ulteriore calo del mercato potrebbe costringere Trump a un'inversione di rotta sulle politiche tariffarie. Nel medio termine, Cau ritiene che lo stimolo fiscale della Germania possa fornire un contrappeso positivo e aiutare l'Europa a gestire l'impatto dei dazi, mentre la Bce potrebbe attuare tagli più aggressivi ai tassi di interesse.
SETTORI DIFENSIVI IN VANTAGGIO, ATTENZIONE ALLE BANCHE
Barclays ha gradualmente ridotto la sua esposizione ai settori più rischiosi quest'anno, declassando quello automobilistico a underweight a febbraio, riducendo il lusso e aumentando le telecomunicazioni a overweight a marzo. "Sebbene le azioni e i settori esposti ai dazi e alla Cina abbiano già sottoperformato in modo significativo e le auto europee possano trovare un certo sollievo, riteniamo che le ultime notizie non favoriscano un rinnovato interesse per questi settori, mentre le prospettive sugli utili restano a rischio", suggerisce Cau. "I settori difensivi e quelli proxy delle obbligazioni, come telecomunicazioni, utility e Reit, potrebbero mantenere la leadership nel breve termine, mentre i beni di consumo di prima necessità e la sanità, pur esposti ai dazi, potrebbero non essere considerati difensivi puri. Le banche restano il settore con la migliore performance in Europa dall'inizio dell'anno, avendo beneficiato delle aspettative di reflazione in Germania e della bassa esposizione ai dazi. Tuttavia, se le preoccupazioni sulla recessione aumentano e le aspettative sui tassi si abbassano, crediamo che il settore bancario potrebbe subire prese di profitto, dato l'elevato posizionamento. Manteniamo una preferenza tattica per il settore assicurativo all'interno dei finanziari".
fra
(fine)
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
-
WALL STREET: commento di metà seduta
03/04/2025 18:33
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MW-NW)--A metà seduta, Wall Street tratta al ribasso, dopo l'annuncio di nuovi dazi da parte dell'amministrazione Trump. Il Dow Jones cede il 2,91%, l'S&P 500 il 3,51% e il Nasdaq il 4,57%.
Il presidente Donald Trump ha firmato alla Casa Bianca una politica tariffaria aggressiva basata sul principio della "reciprocità". Il piano prevede un'aliquota minima del 10% su tutte le importazioni, ma introduce dazi più elevati per diversi dei principali partner commerciali degli Stati Uniti. Nel dettaglio, il 34% sulla Cina, 20% sull'Unione Europea, 46% sul Vietnam e 32% su Taiwan. Gli economisti hanno sollevato dubbi sui criteri adottati dall'amministrazione per calcolare le tariffe, mettendo in discussione la metodologia con cui la Casa Bianca ha determinato le aliquote che i vari Paesi applicherebbero agli Stati Uniti.
Le multinazionali più esposte alle importazioni stanno registrando perdite significative. Nike arretra dell'11,05%, Apple del 7,56%, Nvidia del 5,91% e Tesla del 4,48%. Tra i retailer, Five Below crolla del 26,57% e Gap del 18,57%.
I nuovi dazi si riveleranno ben più pesanti di quanto stimato dagli investitori. La Casa Bianca ha chiarito che i dazi universali del 10% non rappresentano un tetto massimo, ma un livello minimo. "Questo è lo scenario peggiore e non era stato ancora prezzato nei mercati, il che spiega la reazione di forte avversione al rischio", ha sottolineato Mary Ann Bartels, chief investment strategist di Sanctuary Wealth.
"Ora il quadro principale è quello di una stagnazione dell'economia americana, con lo spettro di una recessione che si avvicina, soprattutto se la Fed non riuscisse ad ammorbidire la propria politica monetarie a causa di un'inflazione in aumento", ha commentato Filippo Diodovich, senior market strategist di Ig Italia.
lvi
(fine)
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)