WALL STREET: commento di metà seduta
07/04/2026 19:04
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I principali listini azionari statunitensi trattano in calo a metà seduta, mentre si avvicina la scadenza dell'ultimatum di Trump all'Iran e svaniscono le speranze di un cessate il fuoco. Nel dettaglio, il Dow Jones lascia sul terreno lo 0,50%, l'S&P 500 lo 0,31% e il Nasdaq Composite lo 0,57%. "Nonostante ieri alcune fonti di stampa abbiano segnalato colloqui in corso tramite intermediari, la situazione resta delicata: Trump ha minacciato di distruggere in una sola notte le infrastrutture energetiche del Paese qualora lo Stretto di Hormuz non venisse riaperto", commentano gli esperti di Mps. "Stanotte morirà un'intera civiltà, per sempre. Non vorrei che accadesse, ma probabilmente succederà. Tuttavia, ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale, dove prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse qualcosa di rivoluzionario e meraviglioso potrà accadere, chi lo sa?", ha dichiarato il presidente Usa su Truth Social. "Lo scopriremo stanotte, in uno dei momenti più importanti della lunga e complessa storia del mondo. Quarantasette anni di estorsioni, corruzione e morte, finalmente finiranno. Dio benedica il grande popolo dell'Iran!", ha proseguito l'inquilino della Casa Bianca. "La sessione odierna sarà particolarmente sensibile agli sviluppi geopolitici, che al momento rappresentano il principale market mover. Secondo alcune fonti, i negoziatori sono pessimisti sulla possibilità che l'Iran accetti le richieste di Trump", proseguono gli esperti di Mps. In questo contesto, i prezzi del Brent salgono solo lievemente dello 0,45% a 110,26 dollari. I mercati, infatti, "restano scettici sul fatto che gli Stati Uniti porteranno effettivamente avanti le minacce" di colpire infrastrutture civili come centrali elettriche e ponti, dichiara Vivek Dhar, esperto del team Mining & Energy Commodities della Commonwealth Bank of Australia. Lato macro, le vendite comparabili negli Stati Uniti, misurate dal Redbook, sono cresciute del 7,6% su base annua nella settimana terminata il 4 aprile, rispetto all'incremento del 6,9% dell'ottava precedente. Inoltre, i nuovi ordini di beni durevoli sono diminuiti dell'1,4% a febbraio, dopo il calo dello 0,5% registrato nel mese precedente. Gli esperti prevedevano una flessione più contenuta, pari all'1,2%. Escludendo la diminuzione del 5,4% negli ordini di mezzi di trasporto, i nuovi ordini sarebbero invece aumentati dello 0,8% a febbraio, dopo un incremento dello 0,3% a gennaio. Sul fronte societario: - Broadcom ha annunciato di aver raggiunto un accordo per fornire chip per l'intelligenza artificiale a Google e di aver firmato un'intesa ampliata con Anthropic, che garantirà alla startup circa 3,5 gigawatt di capacità di calcolo basata sui processori AI di Google. Le azioni Broadcom sono salite del 5,57% a metà seduta, mentre Alphabet ha registrato un lieve rialzo dello 0,85%. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
MARKET DRIVER: interruzione traffico marittimo aumenta rischi inflazionistici (Algebris Inv.)
07/04/2026 18:54
MARKET DRIVER: interruzione traffico marittimo aumenta rischi inflazionistici (Algebris Inv.)
MILANO (MF-NW)--I dati di marzo hanno mostrato i primi segnali di un rafforzamento delle pressioni inflazionistiche sia in Europa sia negli Stati Uniti. "L'inflazione tedesca è salita dall'1,9% al 2,7%, mentre l'Hicp dell'area euro ha raggiunto il 2,5%, sostanzialmente in linea con le attese di mercato. Per ora, la crescita resta resiliente. Gli indicatori qualitativi non hanno ancora evidenziato un deterioramento significativo dell'attività", commenta il Global Credit Team di Algebris Investments. Tuttavia, questo quadro potrebbe cambiare nei prossimi mesi. "L'aumento dei costi energetici, in particolare nei prodotti raffinati come il cherosene, è verosimilmente destinato a trasmettersi in misura più marcata all'economia", proseguono gli esperti. Inoltre, "l'interruzione pressoché totale del traffico marittimo accresce il rischio di nuove disfunzioni nelle catene di approvvigionamento, con il potenziale di amplificare ulteriormente le pressioni inflazionistiche e di pesare sulla crescita nei mesi a venire", concludono gli economisti. cba MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)