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*Borsa Tokyo: Nikkei chiude a +2,45% a 69.986 punti
05/10/2026 08:33
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COMMENTO ENERGY: petrolio in calo, Opec+ conferma target produzione
05/10/2026 08:21
COMMENTO ENERGY: petrolio in calo, Opec+ conferma target produzione
MILANO (MF-NW)--I prezzi del petrolio trattano in ribasso, con il Brent che scende dell'1,11% e il Wti dell'1,62%, in presenza di segnali di nuovi attacchi nell'area dello Stretto di Hormuz e del piano del G7 per il rilascio di riserve di greggio. Qualsiasi nuova interruzione delle forniture colpirebbe un'economia globale già alle prese con prezzi elevati dell'energia e costi di finanziamento in aumento. I prezzi internazionali di riferimento del petrolio restano intorno ai 100 dollari al barile nonostante la ripresa delle esportazioni, riflettendo i timori che nuovi attacchi possano nuovamente limitare i flussi e mantenere elevati i costi di trasporto e di sicurezza. "L'aumento degli attacchi contro le navi evidenzia quanto l'attuale equilibrio del mercato petrolifero sia fragile e possa facilmente essere compromesso", avverte Hamad Hussain, senior economist di Capital Economics. "Ciò sarebbe particolarmente vero in caso di un'ulteriore escalation e se venissero prese di mira le infrastrutture energetiche". Nel frattempo, l'Opec+ ha concordato di mantenere invariati gli obiettivi di produzione petrolifera per novembre durante la riunione di ieri, in linea con le aspettative degli economisti secondo cui ulteriori modifiche alla politica produttiva sono improbabili fino al prossimo anno. Sette membri chiave del gruppo, che comprende l'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e i suoi alleati, tra cui la Russia, hanno preso la decisione su novembre nel corso di una breve riunione online ieri. I membri sono Arabia Saudita, Russia, Iraq, Kuwait, Algeria, Kazakistan e Oman. I produttori del Golfo appartenenti all'Opec+ stanno producendo ben al di sotto degli obiettivi a causa delle persistenti interruzioni delle esportazioni provocate dalla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, con le esportazioni che negli ultimi mesi hanno oscillato tra il 60% e l'80% dei livelli normali. In rialzo, infine, il gas europeo. Nel dettaglio, ad Amsterdam, il future Ttf a novembre guadagna lo 0,943% a quota 75,465 euro per megawattora. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*Gas europeo: future Ttf novembre in rialzo dello 0,843% a 75,39 euro
05/10/2026 08:17
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Investimenti: quali Btp possono battere l'inflazione? (Mi.Fi.)
05/10/2026 08:08
Investimenti: quali Btp possono battere l'inflazione? (Mi.Fi.)
ROMA (MF-NW)--Un indicatore economico su tutti ha ormai da anni travalicato le cronache finanziarie, divenendo anche nel sentire comune sinonimo stesso di crisi: lo spread. Il differenziale tra il rendimento del Btp decennale italiano e del Bund tedesco di pari durata, che all'inizio di quest'anno era sceso addirittura sotto i 60 punti base (senza guerra in Iran e in piena luna di miele tra governo e agenzie di rating) nell'ultima settimana è balzato fino a superare nell'intraday di venerdì 2 ottobre i 131 punti base (c'è perfino, tra i pessimisti, chi lo vede a 150 a stretto giro). Il che significa che il Btp sta sottoperformando il Bund: nelle ultime sedute i rendimenti italiani sono saliti, mentre venerdì gli acquisti da bene rifugio sul titolo tedesco hanno contribuito ad allargare la forchetta. Il Bund rende comunque più del 3,4% (fino al decennio scorso era poco sopra lo zero). Caos e domino francese. Sui bond governativi italiani si sta scatenando una tempesta perfetta in cui ogni pedina sembra giocare contro i titoli di Stato tricolore. Tanto che lo stesso ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, si è detto molto preoccupato per la situazione di tassi e di inflazione, descrivendo la situazione attuale come "difficile". Il primo punto è per l'appunto l'inflazione, arrivato a settembre al 3,8% nell'Eurozona e al 4,2% in Italia. Un'impennata dei prezzi che fa paura, tanto più che la prima e principale causa di questa recrudescenza del carovita sono i prezzi energetici, con il petrolio Brent che fa fatica a scendere sotto i 100 dollari al barile per via delle difficoltà a trovare un qualsiasi accordo tra Usa e Iran in grado di sbloccare lo stretto di Hormuz, principale canale di traffico petrolifero al mondo. Come se non bastasse, l'Italia sta vivendo una stagione politica complessa: in vista di una legge di bilancio che dovrà tener conto degli effetti su famiglie e imprese della crisi energetica, con un debito pubblico che a fine anno è previsto sopra il 138% del pil, la Commissione Ue che non sembra ben disposta a concedere finestre di flessibilità per il contrasto al caro-energia, e un voto di fiducia sulla legge elettorale che giovedì 8 ottobre potrebbe aprire una crisi di governo. Per finire c'è l'effetto domino della crisi in atto in Francia, dove le proteste di piazza stanno mettendo a ferro e fuoco le principali città del Paese e le prossime elezioni - che si terranno in un contesto in cui il rapporto debito-pil, stima Scope Ratings, è previsto lievitare a fine anno fino a sfiorare il 130% - rischiando di esasperare l'incertezza. Lo spread tra Oat e Bund ha superato i 150 punti, col decennale transalpino sopra il 4,9%. Lo spread italiano oggi, evidenzia Gianluca Bergamaschi, responsabile mandati obbligazionari di Generali Asset Management, riflette proprio "la volatilità che ha interessato i mercati obbligazionari globali e le crescenti preoccupazioni per la situazione fiscale e politica francese". Verso il doppio Btp Valore. Il money manager rimane però abbastanza costruttivo sulla tenuta del Btp italiano nel medio periodo. "La struttura del debito pubblico rappresenta un importante fattore di resilienza", segnala l'esperto. "Il Tesoro continua a mantenere una vita media relativamente elevata delle emissioni, limitando il rischio di rifinanziamento e riducendo la sensibilità del costo del debito alle oscillazioni dei tassi di mercato". Inoltre, prosegue, "la presenza di una base stabile di investitori domestici costituisce inoltre un ulteriore elemento di sostegno nelle fasi di tensione finanziaria". A tal proposito, peraltro, sta per arrivare - dal 19 al 23 ottobre - il collocamento di un nuovo Btp Valore, il titolo di Stato per investitori individuali che prevede un meccanismo di step-up crescente e che, per la prima volta, prevede un doppio formato: quello classico con il pagamento di cendole trimestrali e uno inedito (il Btp Valore Insieme) in cui viene corrisposto un unico maxi-cedolone finale alla scadenza, fermo restando che entrambe le formule, comunica via XX Settembre, "offriranno all'emissione rendimenti equivalenti". La scadenza dal Tesoro è quella di cinque anni, che alle attuali condizioni di mercato appare particolarmente attraente scelta visto che il Btp quinquennale ha superato il 4,1% di rendimento. Guida alla scelta. Per conoscere i tassi cedolari minimi del nuovo collocamento bisognerà aspettare il prossimo 16 ottobre, ma gestori e consulenti sono già abbastanza concordi su un punto: la scadenza dei cinque anni (e più in generale quelle intermedie, fino ai sette) "con rendimenti superiori al 4% offre attualmente il miglior profilo di carry e roll-down", cioè rendimento cedolare e potenziale beneficio derivante dalla discesa del rendimento con l'avvicinarsi della scadenza, "risultando il più equilibrato in termini di rapporto rischio-rendimento", riassume Bergamaschi.(milanofinanza.it) red fine MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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WALL STREET: commento di chiusura
05/10/2026 08:00
WALL STREET: commento di chiusura
MILANO (MF-NW)--Gli indici azionari statunitensi hanno chiuso in rialzo venerdì, con il Nasdaq Composite alla sua terza settimana consecutiva di guadagni, dopo che un debole rapporto sull'occupazione di settembre ha ridotto le probabilità di un secondo rialzo consecutivo dei tassi da parte della Federal Reserve a ottobre. Il Nasdaq Composite è salito dell'1,2% a 27.190,86 punti, l'S&P 500 ha guadagnato lo 0,7% a 7.722,72 punti e il Dow Jones Industrial Average è avanzato dello 0,5% a 51.176,96 punti. Tutti i settori, tranne quello sanitario, hanno chiuso in territorio positivo, con beni di consumo discrezionali, tecnologia e materiali tra i migliori performer. Nell'intera settimana, il Nasdaq ha guadagnato lo 0,5%, mentre il Dow Jones e l'S&P 500 hanno perso rispettivamente l'1,3% e lo 0,3%. Sul fronte macroeconomico, secondo i dati diffusi venerdì dal Bureau of Labor Statistics, a settembre gli occupati nei settori non agricoli sono aumentati di 29.000 unità, ben al di sotto delle 90.000 attese in un sondaggio condotto da Bloomberg. Il dato di agosto è stato rivisto al ribasso di 29.000 unità, a un incremento di 133.000 posti, mentre quello di luglio è stato corretto a un calo di 10.000 unità, per una riduzione netta di 60.000 posti di lavoro rispetto alle stime precedenti. Le retribuzioni orarie sono aumentate dello 0,1% su base mensile, meno dello 0,3% previsto e dell'incremento dello 0,3% registrato ad agosto. Su base annua, la crescita è stata del 3%, in rallentamento rispetto al +3,1% di agosto. Anche gli ordini di nuovi beni manifatturieri negli Stati Uniti hanno mostrato un andamento più debole del previsto, aumentando dello 0,1% ad agosto contro il +0,2% atteso dagli economisti in un sondaggio Bloomberg, dopo il +0,8% rivisto di luglio. Al netto del calo dello 0,7% degli ordini nel settore dei trasporti, i nuovi ordini sarebbero aumentati dello 0,3%, dopo il +0,7% di luglio. "Per la Fed, questo dato dovrebbe essere il chiodo sulla bara per un rialzo a ottobre", afferma Thomas Simons, chief Us economist di Jefferies. "Ci aspettavamo che continuassero con rialzi consecutivi di 25 punti base, ma ora è più probabile che i responsabili della politica monetaria che sottolineano di avere ancora tempo prima che sia necessario un altro rialzo rimangano pazienti". Secondo il FedWatch Tool di Cme, i trader ora attribuiscono una probabilità del 77% a un mantenimento dei tassi invariati da parte del Fomc alla fine di ottobre, in forte aumento rispetto al 36% di una settimana fa. Le probabilità di un secondo rialzo consecutivo di 25 punti base sono invece scese al 23%, dal 64%. Sul fronte societario: - Tesla ha guadagnato il 4,7% dopo che il produttore di veicoli elettrici ha comunicato consegne nel terzo trimestre superiori alle attese di Wall Street. Ford Motor ha perso l'1,4%, dopo che le vendite di veicoli negli Stati Uniti nel terzo trimestre sono diminuite rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. - Nvidia è salita dell'1,3%, tra i migliori titoli del Dow Jones, dopo che Morgan Stanley ha nuovamente indicato il produttore di chip come prima scelta nel comparto dei semiconduttori. Il titolo ha raggiunto un nuovo massimo storico nel corso della seduta. La società ha inoltre annunciato che il suo computer personale per l'intelligenza artificiale DGX Spark sarà disponibile dal 23 ottobre in una nuova configurazione con 64 gigabyte di memoria unificata, prodotta da Acer, Asus, Dell, Gigabyte, HP e Msi, con prezzi a partire da 4.999 dollari. - Nike è scesa del 3,6%, segnando il peggior calo tra i titoli del Dow Jones, dopo che il colosso dell'abbigliamento sportivo ha previsto una contrazione dei ricavi nell'esercizio fiscale 2027 e presentato un piano per trasformare il proprio modello operativo. Truist Securities ha avvertito che le persistenti difficoltà del business stanno ulteriormente rinviando i tempi della ripresa della società. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)