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MARKET DRIVER: future Ws in lieve rialzo
16/03/2026 12:01
MARKET DRIVER: future Ws in lieve rialzo
MILANO (MF-NW)--I future sui principali listini azionari statunitensi trattano in lieve rialzo. Nel dettaglio, quello sul Dow Jones sale dello 0,55% e quello sull'S&P 500 dello 0,78%. "La settimana si apre con un rimbalzo di circa mezzo punto dei future azionari Usa dopo una settimana pesante sia per gli asset rischiosi (S&P500 -3,6%, Eurostoxx -6,5%, spread EUR HY +22pb) che per i bond", commentano gli strategist di Mps. Sul fronte politico, il conflitto in Iran non mostra segnali di de-escalation. "Venerdì l'Isola di Kharg, da cui parte il 90% dell'export di petrolio iraniano, è stata bombardata. Trump ha adombrato un brutto futuro per la Nato in mancanza di un supporto ed ha minacciato di cancellare il meeting con Xi Jinping, in programma alla fine del mese, se la Cina non collaborerà al tentativo di creare una coalizione di paesi che scorti le navi attraverso lo Stretto di Hormuz", riportano gli esperti. In questo contesto, i prezzi del petrolio continuano a correre, con il Brent che ha superato la soglia dei 105 dollari durante la mattinata. Sul fronte della politica monetaria, è probabile che tutte le Banche centrali mantengano i tassi invariati questa settimana, commenta David Pascucci, Market Analyst di Xtb. In questo contesto, "la Federal Reserve é altamente dipendente dai dati del mercato del lavoro, ma di fatto questo aumento del prezzo del petrolio sicuramente sta incidendo sulle aspettative di inflazione e i tassi potrebbero rimanere fermi seppur in presenza di un peggioramento netto delle buste paga del settore non agricolo", conclude l'esperto. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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*BOND: spread Btp/Bund a 78,761 punti base
16/03/2026 11:55
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MARKET DRIVER: Ferrari, Berenberg conferma buy e tp di 381 euro
16/03/2026 11:51
MARKET DRIVER: Ferrari, Berenberg conferma buy e tp di 381 euro
(MT Newswires) MILANO (MF-NW)--Berenberg conferma il rating buy per Ferrari con un target price di 381 euro, evidenziando l'interesse degli investitori per la casa automobilistica di lusso a seguito di un evento di due giorni con il team di relazioni con gli investitori. "Il tono dell'azienda è stato fiducioso e ha articolato una chiara strategia per conseguire una crescita senza dipendere dai volumi", spiegano gli analisti. "Sebbene prevediamo solo una modesta crescita dei volumi, riteniamo che gli investitori di Ferrari possano comunque ottenere rendimenti interessanti a lungo termine attraverso utili e flussi di cassa liberi trainati da prezzi e mix di prodotti". Ferrari ha inoltre dichiarato che è troppo presto per valutare l'impatto del conflitto in Medio Oriente sulle attività dell'azienda, indicando però di avere diverse opzioni a disposizione, qualora si rendessero necessarie, come le spedizioni aeree o il reindirizzamento delle scorte verso altre regioni. Il Medio Oriente rappresenta il 4,6% delle spedizioni della Casa di Maranello. vsi G2621107 MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER VALUTE: dollaro ritrova ruolo di asset rifugio (Ns Partners)
16/03/2026 11:48
MARKET DRIVER VALUTE: dollaro ritrova ruolo di asset rifugio (Ns Partners)
MILANO (MF-NW)--"Il riaccendersi del conflitto in Medio Oriente ha subito riallocato i flussi finanziari verso il dollaro (con il cambio euro/usd quasi a 1,14), ripristinandone il ruolo di asset rifugio proprio quando la narrativa della de-dollarizzazione sembrava guadagnare terreno", commenta Giacomo Calef, country head Italia di Ns Partners. Secondo quanto riportato dal Fondo Monetario Internazionale, il biglietto verde rappresenta ancora una quota dominante delle riserve ufficiali globali, mentre più della metà dei pagamenti internazionali continua a essere denominata in dollari. "Numeri che spiegano perché, nelle fasi di tensione sistemica, i capitali tornino rapidamente a convergere sulla valuta americana", dichiara l'esperto. "L'oro, tradizionale bene rifugio nelle fasi di instabilità geopolitica, ha mostrato una dinamica incerta, frenato da un dollaro forte e da rendimenti obbligazionari ancora relativamente elevati", prosegue Calef. "L'episodio riporta al centro una realtà spesso trascurata nel dibattito sulla de-dollarizzazione: la centralità della valuta americana nel sistema finanziario globale resta strutturale. I mercati obbligazionari più profondi, la liquidità dei Treasury e l'ampiezza delle transazioni internazionali denominate in dollari continuano a costituire un punto di riferimento nelle fasi di stress", dichiara l'esperto. Se la crisi dovesse rientrare, parte dei movimenti recenti potrebbe riassorbirsi rapidamente. In caso contrario, "la volatilità energetica e il rafforzamento del dollaro potrebbero continuare a ridisegnare gli equilibri dei mercati globali, influenzando non solo i prezzi delle materie prime ma anche le traiettorie della politica monetaria", conclude Calef. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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COMMENTO BOND: rendimenti Eurozona poco mossi
16/03/2026 11:47
COMMENTO BOND: rendimenti Eurozona poco mossi
MILANO (MF-NW)--I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona trattano poco mossi, con il costo di finanziamento del Bund decennale in aumento di un solo punto base al 2,96%. Dall'altro lato dell'Oceano, i rendimenti dei Treasury sono in calo: il biennale al 3,705%, il decennale al 4,261% e il trentennale al 4,895%, mentre gli operatori hanno ridotto le attese di un eventuale taglio dei tassi da parte della Federal Reserve. Attualmente, secondo quanto riportato dallo strumento FedWatch, la probabilità di un taglio di 25 punti base nella riunione di questa settimana è inferiore all'1%. É probabile che tutte le Banche centrali mantengano i tassi invariati a marzo, commenta David Pascucci, Market Analyst di Xtb. "La Bank of England era pronta a tagliare i tassi per via dell'andamento della disoccupazione e dell'inflazione, taglio che a quanto pare, almeno stando alle stime degli analisti, potrebbe non arrivare per via del possibile aumento dell'inflazione dovuto all'aumento del prezzo del petrolio", spiega l'esperto. La Bank of Japan, che avrebbe potuto portare i tassi all'1%, dovrebbe mantenere il tasso di riferimento invariato, questa volta a causa di un possibile rallentamento economico e non per le aspettative di inflazione. "La Bce é l'unica che di fatto era prevista rimanere ferma, la Fed invece é altamente dipendente dai dati del mercato del lavoro, ma di fatto questo aumento del prezzo del petrolio sicuramente sta incidendo sulle aspettative di inflazione e i tassi potrebbero rimanere fermi seppur in presenza di un peggioramento netto delle buste paga del settore non agricolo", conclude Pascucci. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)