COMMENTO ENERGY: riserva di sicurezza petrolifera Usa è (quasi) a secco
15/09/2026 16:45
COMMENTO ENERGY: riserva di sicurezza petrolifera Usa è (quasi) a secco
MILANO (MF-NW)--Per gli Stati Uniti ricostituire la Strategic Petroleum Reserve (Spr, Riserva Strategica di Petrolio) appare al tempo stesso ragionevole e necessario. Tuttavia, sottolineano gli strategist di Unicredit, lo stesso contesto geopolitico che rende auspicabile la ricostituzione della Spr potrebbe anche renderla difficile da realizzare. Con il protrarsi del conflitto tra Stati Uniti e Iran e il permanere di un'elevata incertezza sui flussi di petrolio dal Golfo, le riserve strategiche continuano a essere necessarie per attutire l'impatto delle interruzioni delle forniture. Ma, con le scorte della Spr già prossime a livelli che molti osservatori considerano un minimo pratico, lo spazio per ulteriori prelievi è sempre più limitato. Sebbene la logica strategica sia chiara, "siamo scettici sul fatto che l'obiettivo dell'amministrazione di ricostituire la riserva utilizzando petrolio venezuelano possa tradursi in un aumento significativo delle scorte nel breve periodo. La prima difficoltà è di natura tecnica. La maggior parte del greggio venezuelano è notevolmente più pesante e contiene più zolfo rispetto alle qualità generalmente immagazzinate nella Spr. Precedenti studi del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti hanno concluso che lo stoccaggio di grandi quantità di greggio pesante venezuelano potrebbe creare difficoltà operative e risultare antieconomico. Di conseguenza, un accordo di scambio tra diverse qualità di greggio potrebbe rivelarsi, in ultima analisi, più praticabile rispetto all'immissione diretta di barili venezuelani nella riserva". La seconda difficoltà, proseguono da Unicredit, riguarda la produzione. Il Venezuela potrebbe possedere alcune delle maggiori riserve petrolifere al mondo, ma anni di investimenti insufficienti, il deterioramento delle infrastrutture e i vincoli operativi hanno ridotto significativamente la capacità produttiva. Avere accesso alle riserve presenti nel sottosuolo non significa automaticamente disporre di barili pronti per una consegna immediata, il che suggerisce che aumenti sostanziali dell'offerta richiederanno probabilmente tempo. Infine, secondo gli strategist, la portata dell'operazione rappresenta un ulteriore ostacolo. La sfida non consiste semplicemente nell'aggiungere barili, ma nel ricostruire una riserva strategica che ha richiesto decenni per essere accumulata. Considerati gli attuali livelli delle scorte, il ripristino di una parte significativa del cuscinetto perduto richiederà probabilmente anni anziché mesi. Sebbene sia improbabile che produca effetti significativi sui prezzi nel breve termine, una graduale ricostituzione della Spr potrebbe fornire nel tempo un modesto sostegno ai mercati del greggio. alb alberto.chimenti@mfnewswires.it (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)