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MARKET DRIVER: Brembo, Berenberg riduce Tp
24/03/2026 10:43
MARKET DRIVER: Brembo, Berenberg riduce Tp
MILANO (MF-NW)--Berenberg ha ridotto da 11 a 9,5 euro il prezzo obiettivo su Brembo, confermando la raccomandazione buy. Gli analisti hanno abbassato le stime sulla crescita sia per il 2026, sia per il 2027. Di riflesso, le previsioni di Eps scendono rispettivamente del 14% e del 7%. pl (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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GB: Pmi manifatturiero marzo preliminare a 51,4 punti, minimo da 3 mesi
24/03/2026 10:39
GB: Pmi manifatturiero marzo preliminare a 51,4 punti, minimo da 3 mesi
MILANO (MF-NW)--Il Pmi manifatturiero della Gran Bratagna, nella lettura preliminare di marzo, si è attestato a 51,4 punti, in calo rispetto ai 51,7 punti di febbraio. Il dato, puntualizzano gli economisti di S&P Global, è sui minimi da 3 mesi. alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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GB: Pmi servizi marzo preliminare a 51,2 punti, minimo da 6 mesi
24/03/2026 10:39
GB: Pmi servizi marzo preliminare a 51,2 punti, minimo da 6 mesi
MILANO (MF-NW)--Il Pmi servizi della Gran Bratagna, nella lettura preliminare di marzo, si è attestato a 51,2 punti, in calo rispetto ai 53,9 punti di febbraio. Il dato, puntualizzano gli economisti di S&P Global, è sui minimi da 6 mesi. alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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Eurozona: Pmi composito marzo preliminare a 50,5 punti, minimo da 10 mesi
24/03/2026 10:39
Eurozona: Pmi composito marzo preliminare a 50,5 punti, minimo da 10 mesi
MILANO (MF-NW)--Gli indici Pmi preliminari di marzo hanno indicato un indebolimento della crescita della produzione del settore privato dell'Eurozona, causato dalla riduzione dei nuovi ordini. In particolare, dopo l'inizio del conflitto in Medio Oriente, si è registrata una forte impennata del tasso di inflazione dei costi, la più rapida da più di tre anni. Anche i prezzi di vendita sono saliti notevolmente, ma l'accelerazione è stata molto meno accentuata rispetto ai costi. Il conflitto ha anche causato problemi nella catena distributiva, con il settore manifatturiero che ha registrato i ritardi maggiori nei tempi di consegna da più di tre anni e mezzo. Allo stesso tempo, le aziende del settore privato monitorate dall'indagine hanno lievemente ridotto i loro livelli occupazionali e si sono mostrate di gran lunga meno ottimiste sulle previsioni dell'attività nei prossimi 12 mesi rispetto a febbraio. Nel dettaglio il Pmi composito dell'Eurozona si è attestato a 50,5 punti a marzo, posizionandosi per il quindicesimo mese consecutivo su un valore superiore alla soglia di non cambiamento dei 50 punti e indicando di nuovo una crescita dell'attività economica dell'Eurozona. Tuttavia, l'ultima lettura rappresenta un netto calo rispetto ai 51,9 punti di febbraio, quindi un'espansione marginale e la più debole da dieci mesi. Tale rallentamento della crescita è in larga parte dovuto alla quasi stagnazione dell'attività economica del settore terziario. La produzione manifatturiera, invece, è lievemente aumentata e ad un tasso solo un po' più lento di febbraio. In Germania, la produzione continua ad aumentare, alimentata dalla più rapida espansione della produzione manifatturiera da oltre quattro anni, mentre la Francia ha di nuovo registrato un calo. Il resto dell'Eurozona ha nel frattempo indicato soltanto una leggera espansione dell'attività, una tra le più deboli ad 27 mesi. Per Chris Williamson, Chief Business Economist di S&P Global Market Intelligence, il Pmi preliminare dell'Eurozona "sta mostrando allarmanti segnali di stagflazione con la guerra in Medio Oriente che sta soffocando la crescita facendo salire bruscamente i prezzi. Oltre che l'aumento dei prezzi dell'energia e alle limitazioni sulle catene di approvvigionamento dovute alla guerra, le aziende hanno riportato la più rapida espansione dei costi da oltre tre anni. I ritardi dei fornitori sono balzati al livello più alto dalla metà del 2022 e sono stati attribuiti in gran parte alle difficoltà del trasporto marittimo. Allo stesso tempo, la crescita della produzione è diminuita fino a rasentare la stagnazione, a causa del crollo della fiducia delle aziende e del declino dei nuovi ordini. Il calo delle aspettative di produzione futura è stato il più elevato dall'invasione russa dell'Ucraina nel 2022". I dati dell'indagine di marzo, aggiunge l'esperto, "sono stati indicativi di un rallentamento del tasso di crescita trimestrale del Pil dell'area euro poco inferiore allo 0,1%, con gli indicatori che anticipano le tendenze che hanno mostrato un rischio più alto di recessione nei prossimi mesi. L'indice dei prezzi ha invece mostrato un tasso di inflazione dei prezzi al consumo accelerato e prossimo al 3%, con pressioni sui costi che nei mesi a venire faranno probabilmente salire ancora di più l'inflazione dei prezzi di vendita". "Le prospettive future dipendono dalla durata della guerra e dalla durata di un eventuale impatto sull'energia e sulle catene di fornitura. I dati Pmi flash evidenziano tuttavia quanto la Banca Centrale Europea non sia più in una buona posizione riguardo alla crescita e all'inflazione, e dovrà adottare un approccio più cauto in materia di politica monetaria, alla luce di un rischio evidente e sempre maggiore di stagflazione nei prossimi mesi", conclude Williamson. alb (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
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MARKET DRIVER: B.centrali assumono orientamento più restrittivo causa conflitto MO (Pictet Wm)
24/03/2026 10:35
MARKET DRIVER: B.centrali assumono orientamento più restrittivo causa conflitto MO (Pictet Wm)
MILANO (MF-NW)--Le Banche centrali hanno assunto un orientamento più restrittivo in risposta ai crescenti timori inflazionistici legati al conflitto in Medio Oriente, con alcuni accenni a possibili aumenti dei tassi di interesse. "I timori inflazionistici hanno provocato un'impennata dei tassi di mercato, sia a breve sia a lungo termine", commenta César Pérez Ruiz, Head of Investments & Cio di Pictet Wealth Management. "Il conflitto si è ampliato con la distruzione di infrastrutture energetiche. Quasi un quinto delle esportazioni di gas naturale liquefatto del Qatar potrebbe aver subito danni per un periodo compreso tra tre e cinque anni. Il presidente statunitense Donald Trump ha dato all'Iran un ultimatum di 48 ore per riaprire lo Stretto di Hormuz; in caso contrario, ha minacciato attacchi agli impianti energetici", riporta l'esperto. L'ultimatum è arrivato dopo che lo stesso Trump aveva ipotizzato un possibile allentamento del conflitto. "Teheran ha dichiarato che risponderà a eventuali attacchi colpendo infrastrutture vitali, con possibili ripercussioni durature sulle forniture globali di petrolio e gas. I Paesi del G7 potrebbero essere chiamati a garantire la sicurezza dei transiti nello Stretto", prosegue Pérez Ruiz. Sui mercati, l'S&P 500 ha perso l'1,9% nella settimana, mentre il rendimento del Treasury decennale Usa è salito di 11 punti base, al 4,39%. Sul fronte della politica monetaria, "la Federal Reserve ha mantenuto i tassi invariati al 3,5%-3,75%, ribadendo che eventuali tagli dipenderanno dall'andamento dell'inflazione. La Bce ha lasciato i tassi al 2%, mantenendo aperta la possibilità di futuri rialzi. Anche la Bank of England ha lasciato i tassi invariati, adottando però un tono più restrittivo. La Bank of Japan e la Banca nazionale svizzera sono rimaste ferme, con quest'ultima pronta a intervenire sui mercati valutari", continua l'esperto. Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono state pari a 205 mila unità, mentre in Cina la spesa pubblica ha registrato l'avvio di anno più dinamico dal 2022. cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)