WALL STREET: commento di metà seduta
14/09/2026 18:38
WALL STREET: commento di metà seduta
MILANO (MF-NW)--I listini azionari Usa continuano le contrattazioni in calo, con il Dow Jones che cede lo 0,08%, l'S&P 500 lo 0,29% e il Nasdaq Composite lo 0,35%. Secondo gli strategist di Mps, "dal fine settimana emergono due temi. Il primo è quello della governance AI con la lettera diffusa dal ceo di Anthropic, Dario Amodei, e sottoscritta da varie figure chiave del mondo AI sulla necessità di porre un freno agli sviluppi dei modelli per evitare esiti catastrofici adombrati da diversi osservatori ed esemplificati dall'incidente Hugging Face. Il secondo tema rimane quello del conflitto Usa-Iran; l'incontro Iran-Stati del Golfo, programmato per oggi, è stato rimandato e la pipeline saudita est-ovest è stata chiusa dopo gli attacchi della guerriglia Houti". "Tutto questo disegna un quadro negativo per i mercati stamane con il Brent sopra 107, indici azionari in calo con storno del segmento AI (molto debole in Asia) e rendimenti che rimangono vicini ai massimi toccati la scorsa settimana. Il set-up appare come problematico per tutte le macro-asset in una settimana che vede i meeting di Fed, BoE e BoJ, con il primo che mercoledì catalizzerà l'attenzione e detterà probabilmente la direzione", concludono gli esperti. Matthew Ryan, Head of Market Strategy di Ebury, ha modificato la previsione sulla riunione della Federal Reserve di questa settimana e ora si aspetta "un aumento dei tassi di 25 punti base, con la modesta sorpresa al rialzo nei dati sull'inflazione di agosto che ha ridotto l'incertezza intorno alla decisione. Il dato più sostenuto sull'inflazione di fondo, salita allo 0,3% su base mensile, al di sopra delle attese di consenso, suggerisce che le pressioni sottostanti sui prezzi rimangono moderatamente più persistenti di quanto implichi la narrativa sulla disinflazione e dovrebbe essere, a nostro avviso, appena sufficiente a convincere i membri del comitato contrari a un rialzo a cambiare posizione. Gli investitori concordano, con i futures che ora prezzano una probabilità di circa il 90% di un aumento dei tassi mercoledì". Per l'esperto "la decisione si preannuncia comunque molto combattuta e vediamo ragioni concrete per essere cauti, con i membri più accomodanti del comitato che non sono certo privi di argomenti. I rendimenti dei Treasury continuano a salire: la scorsa settimana il rendimento a 10 anni ha raggiunto i massimi del 2023. Questo rappresenta di per sé una forma di inasprimento delle condizioni finanziarie, riducendo la pressione sulla Fed affinché faccia tutto il lavoro da sola, ma aumenta anche il rischio che un rialzo dei tassi finisca semplicemente per aggravare il selloff in un mercato del debito già sottoposto a forti tensioni. Anche il fattore che sta alimentando l'inflazione rimane uno shock dal lato dell'offerta, piuttosto che un eccesso di domanda, e tassi più elevati non fanno nulla per ridurre i prezzi del petrolio. A nostro avviso, l'argomento più forte a favore di un rialzo non risiede necessariamente nei dati, bensì nella credibilità della Fed, sia nel preservare la propria indipendenza sia nel contrastare l'inflazione". "I dati sull'inflazione di agosto hanno rafforzato la nostra convinzione che mercoledì la Fed aumenterà i tassi di 25 punti base. Sebbene un rialzo dei tassi appaia probabile, non è ancora una certezza, poiché permane una significativa incertezza sulla funzione di reazione del Fomc", ribadiscono gli strategist di Unicredit. "Con poco più di tre rialzi dei tassi già prezzati dai mercati entro la metà del 2027, sarà fondamentale che la Fed agisca in modo coerente e gestisca con attenzione la comunicazione. Consideriamo la decisione sui tassi di questa settimana un banco di prova per la credibilità della Fed", concludono gli esperti. Sul fronte societario: - I principali titoli dei chip in calo all'apertura degli scambi, dopo che alcuni esponenti di spicco del settore dell'intelligenza artificiale, tra cui il Ceo di Anthropic Dario Amodei, hanno chiesto un rallentamento nello sviluppo delle capacità dell'IA. Intel scende del 4,75%, Marvell Technology perde il 6,1% e Advanced Micro Devices arretra del 4,58%. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it fine MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
FOCUS: Rischio Francia, il riprezzamento dei titoli di Stato nell'Eurozona (Banca del Fucino)
14/09/2026 18:09
FOCUS: Rischio Francia, il riprezzamento dei titoli di Stato nell'Eurozona (Banca del Fucino)
MILANO (MF-NW)--Da alcune settimane gli investitori internazionali guardano con crescente preoccupazione all'andamento dei mercati obbligazionari. È questo il punto di partenza del nuovo approfondimento della rubrica Fucino Flash dell'Ufficio Studi della Banca del Fucino. Lo studio, condotto da Vladimiro Giacché con Michele Tonoletti, allarga lo sguardo a un confronto dei rendimenti su un triennio, a partire dal forte rialzo avvenuto nel settembre 2023. Dalla fine di luglio, secondo gli analisti, i rendimenti dei titoli di Stato di numerosi Paesi hanno registrato aumenti significativi, riflettendo una combinazione di fattori. Tra essi rientrano: la prosecuzione della guerra in Medio Oriente e le sue possibili ripercussioni sull'inflazione; la revisione delle aspettative sul percorso dei tassi di interesse e il rialzo dei tassi praticato dalla Bce; e, infine, gli elevati livelli di debito pubblico rispetto al Pil in diverse economie avanzate. Dallo studio si comprende l'influenza delle vicende politiche internazionali: se nel 2025 diversi analisti ancora confidavano che l'inflazione sarebbe rapidamente tornata sui livelli del pre-pandemia, lo scoppio del conflitto in Iran ha determinato un nuovo rialzo dei prezzi e costretto banchieri centrali a rivedere i propri programmi, muovendo in direzione di uno scenario di tassi più alti più a lungo(higer for longer). Si tratta di una situazione ricca di insidie per le economie dell'Eurozona. Tuttavia, al momento, la congiuntura presente non vede alcuna vendita precipitosa e caotica dei titoli. Secondo gli analisti, non tutti i Paesi hanno visto rialzi dei rendimenti di pari entità: in questo senso, i movimenti delle ultime settimane costituiscono anche un segnale importante per capire dove il mercato veda maggiori rischi prospettici. Nello studio si evince come, analizzando le tre principali economie dell'Eurozona, solo l'Italia esibisca oggi rendimenti, a seconda delle scadenze, sostanzialmente pari o inferiori a quelli raggiunti allora. Segue l'analisi approfondita della situazione in Francia, paese in cui le ragioni del rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato vanno al di là della sola mancanza di disciplina fiscale, e affondano le radici nello squilibrio della bilancia delle partite correnti, e in particolare di quella commerciale. Ad aggravare ulteriormente le prospettive di Parigi, nella prospettiva degli analisti, è la fase di elevata instabilità politica che caratterizza oggi il Paese e le aspettative delle nuove elezioni per la presidenza della Repubblica attese per la primavera del 2027. Ad incidere sulla situazione il fatto che nessuno tra i candidati più accreditati nei sondaggi appare intenzionato a farsi carico di importanti manovre di aggiustamento fiscale, mentre al contrario, tra questi sono emerse anche proposte radicali, come quella di cancellare il debito pubblico francese detenuto dalla Bce (circa 600 miliardi), proposta che ha del resto già incontrato un netto rifiuto da parte di Christine Lagarde. Lo studio in conclusione considera non più eludibile per la Francia la prospettiva di un riaggiustamento interno che porti ad un ridimensionamento del deficit pubblico e ad un riequilibrio strutturale della bilancia commerciale. Al tempo stesso, emerge un elemento positivo per l'Italia: nonostante l'elevato livello del debito pubblico, il Paese presenta uno spread negativo rispetto alla Francia sul decennale e sul trentennale. Un dato che segnala come, nelle valutazioni degli investitori, le prospettive dell'Italia siano oggi considerate più favorevoli rispetto a quelle francesi. dfg gaia.difraia@mfnewswires.it fine MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)